28 Dic 2011

Province Danubiano-Balcaniche

Autore: EliaLavilla | Categoria: Province Romane

 

Quando, nel II sec d. C. , gruppi consistenti di Celti si spostarono dalle Alpi orientali verso sud, i romani mantennero un atteggiamento riguardoso. Da una condizione di “repubblica aristoccratica” governata da seniores, le genti celtiche delle alpi orientali passarono a una situazione monarchica: appunto il Regnum Noricum. Fra quest’ultimo e Roma si stipularono patti di amicizia. Il regno e la sua alleanza con Roma, andarono lungo tutto il I sec a.C. Attorno al 58 a.C. il regno respinge con le sue forze un’invasione di Galli Boi. Durante le guerre civili presta aiuto a Cesare inviandogli 300 cavalieri. Inoltre, la morte del re dei Daci Burebista, lasciò in condizioni di incertezza ampie porzioni di territorio lungo il : i Norici ne approfittarono espandendosi fin oltre il bacino di Vienna. Attorno al 20 a.C. sul Magdalensberg divenuto capoluogo del regno, si costruì una potente cinta, di importanza non solo strategica ma “di rappresentanza”.

                            

 Ma dopo la situazione si modificò: da un lato i romani andarono assoggettando tutte le popolazioni alpine vicine; dall’altro i progetti augustei di conquista della Germania rendevano consigliabile a Roma stesso il diretto controllo della regione.

 I norici consentirono l’annessione, conservando le loro tradizioni. La creazione di una vera e propria provincia si ebbe con Claudio, accompagnata dalla creazione di municipia. Altre fondazioni si ebbero in epoca flavia e poi con Adriano.

 Prima di Roma.

L’ preistorica appare inserita nell’orizzonte culturale dell’Europa centrale. La prima età del Ferro è una fase di grande sviluppo: prende proprio il nome da un villaggio dell’Austria Superiore, Hallstatt, la cultura che caratterizza in questo periodo gran parte dell’Europa. Dal IV sec a.C.si manifestano influssi della cultura celtica di La Tene. Successivamente, i diversi gruppi della zona alpina orientale, Illiri, Celti, Reti, cominciano a organizzarsi in una struttura politica che i Romani chiameranno Regnum Noricum.

 Romanizzazione.

Nell’organizzazione della provincia ha grande importanza la sistemazione della rete stradale. Il Norico è una sorta di grande retroterra strategico del limes danubiano. L’altro fattore è la gravitazione commerciale verso Aquileia dove giungeva fra l’altro dal Baltico la “via dell’ambra”.

Grande importanza abitato di Magdalensberg : a metà strada fra Danubio e Aquileia. Già florido all’inizio del I sec a.C. L’abitato compie uno sviluppo notevole attorno alla metà dello stesso secolo con la creazione di un ampio foro provvisto di basilica e di tabernae.

 In età tiberiana, l’area centrale fu risistemata con l’aggiunta di un praetorium, di un edificio per riunioni, di un tempio dedicato al culto del Divus Augustus e della Dea Roma.

Vi era dunque un progetto urbanistico ambizioso: ma prima della metà del I sec d. C., in connessione con la “provincializzazione” attuata da Claudio e con la creazione di una serie di municipia in pianura, l’abitato di Magdalensberg fu abbandonato, rimpiazzato dalla sottostante città di Virunum. Questo era stato, probabilmente, anche il nome dell’antico insediamento dei re Norici .

Il municipium Claudium Virunum sorse, a partire dal 45 d.C.. La città divenne il capoluogo del norico: ruolo che attorno al 170, in occasione delle guerre marcomanniche, cedette a Ovilava, e che riebbe più tardi, come sede dei praesides provinciae norici mediterranei.. La città è almeno in parte comprensibile. La pianta era di tipo ortogonale, allineata su un asse centrale, il Corso Norico, che tagliava in due l’abitato conducendo al foro.

 Teurnia, altro centro norico romanizzato, ebbe un foro con annesso santuario e un secondo foro di carattere commerciale; nel IV e V sec gareggiò in importanza con la pur riemergenteVirunum, divenendo anzi nel V secolo capitale.

Polo d’attrazione è il vicino Mons Carantanus sede del culto dell’antica divinità protettrice celtica.

Aguntum ebbe una bella cinta muraria “di rappresentanza”. L’impianto urbanistico è regolare e la via più importante era porticata. Biforcazione di strade: quella che seguiva il corso della Drava e quella che da qui piegava verso la valle dell’Isel. Sulla via della Drava si innestava la strada proveniente da Aquileia.

 Nella parte settentrionale della provincia troviamo Iuvanum, la già ricordata Ovilava e gli insediamenti di origine militare lungo il Danubio, come Lintia, Lauriacum.

Ovilava era invece perno di retrovia e centro di organizzazione per il tratto occidentale del limes Norico e contemporaneamente nodo stradale e sbocco commerciale per un’area ricca di miniere.

 Edilizia pubblica.

Le varie tipologie architettoniche non sono qui esemplificate da “casi” particolarmente insigni. Fra i templi, ebbe precoce importanza quello di Augusto e Roma sul Magdalensberg prima della romanizzazione, esusteva sulla sommità dell’altura che ospitava la città un luogo di culto di antichissima tradizione, quello di Mars Latobius. A partire dal 15 a.C. Il santuario fu sottoposto a un intervento di monumentalizzazione “scenografica”, con tagli e terrazzamenti per sistemare il pendio.

 I segni più evidenti della funzione urbana sono le mura e il foro. Conosciamo due sistemi difensivi: al Magdalensberg e ad Aguntum. Il primo era costituito da una triplice cinta, con accessi monumentali, a difesa del colle. Alle mura di Aguntum manca manca un vallum

Edilizia Privata.

La peculiare situazione dell’insediamento sul Magdalensberg si riflette nell’architettura residenziale: attorno alla metà del I sec a.C. Si concentrano intorno al foro case di abitazione poste l’una vicino all’altra, con alloggi, uffici e depositi disposti in ambienti sotterranei. Dopo l’occupazione, si amplia il foro, sacrificando alcune case, ma inserendo a ridosso del foro stesso un praetorium e costruendo nuove case a sud. Anche le case di Aelium Cetium offrono un esempio di costruzioni e ricostruzioni in più fasi. Dopo un incendio verificatosi nel corso delle guerre marcomanniche, quasi tutte le case furono ricostruite in pietra

 Arti Figurative.

La produzione delle officine noriche costituisce un caso piuttosto interessante per temi, iconografiche, elementi ornamentali impiegati.

-“Giovane” in bronzo del Magdalensberg: figura di orante a grandezza naturale, posizione classicheggiante, (officina Italia nord?). La statua era collocata in origine sulla vetta del Maggio.

                                                 

La vicina Virunum fu sede delle officine principali . Numerose stele funerarie ed Edicole sono state ritrovate nel luogo.

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