20 Gen 2012

Gallia Narbonense

Autore: EliaLavilla | Categoria: Province Romane

  Narbonensis.

Le galliche, corrispondenti approssimativamente all’attuale Francia, sono quattro: Narbonensis, Belgica, Lugdunensis, Aquitania.

Le ultime tre costituiscono la cosiddetta Gallia Comata (chiamata così per le lunghe chiome che portavano le locali popolazioni). L’area fu conquistata da Cesare nella lunga guerra da lui narrata.

In questa fascia meridionale della regione, che per i Romani era importante anche in quanto passaggio “di terra” per la Spagna, le truppe spedite dall’Urbe intervengono su pressante invito di Marsilia.

L’intervento romano è relativamente circoscritto nel 154 a.C. più deciso nel 125 a.C. Viene presa la capitale dei Seleucidi stessi , Entremont.

Viene tracciata la via Domitia che unisce le Alpi ai Pirenei e nel 118 a.C. viene fondata la futura capitale NARBO MARTIUS, che darà il nome alla provincia. Alla fine del I a.C. si costituisce la provincia in seguito all’assoggettamento dei Cimbri e Teutoni da parte di Mario.

Nel 62 a.C. si ribellano Allobrogi e Elvezi e la rivolta è domata nell’anno successivo. Governatore della provincia diviene poi Cesare, che dalla Narbonensis muove per la lunga guerra gallica, la conquista di Lugdunense, Belgica e Aquitania.

Entrato in contatto anche con l’antica alleata, Marsiglia, Cesare la espugna nel 49 a.C.

Prima di .

La realtà etnico-politica di questa fascia meridionale della Gallia:

-celto-liguri a est

-celto iberici a ovest con forte componente greca nella colonia di Massalia. L’antica Massalia rimane una città assai vivace in epoca romana, dopo la distruzione di Cesare.

Entremont, la vecchia capitale dei Salluvii è, fra gli abitati celtici preromani della regione, il più importante. A giudicare dai materiali rinvenuti è evidente che gli abitanti avevano da tempo mantenuto rapporti con l’Italia. Un santuario databile alla II metà del II secolo a C. è decisamente il monumento più importante che sia stato rinvenuto. Un portico ospita la statua di Taranis accovacciato. Taranis è un dio celtico che, come Giove, ha per attributo il fulmine che tiene nella mano destra. È ben noto presso i Celti l’uso della testa isolata, staccata dal corpo.Si espongono accanto ai santuari le teste dei nemici vinti o quelli dei parenti defunti.

Romanizzazione.

Glanum rimane protagonista anche nella fase della romanizzazione, fase che in genere, in Occidente, corrisponde all’urbanizzazione.

I Romani qui intervengono rielaborando e riutilizzando le dimore ellenistiche e il santuario di GLAN e delle MATRES GLANICAE cui Agrippa aggiunge un nuovo tempio dedicato alla Valetudo. I monumenti dell’area centrale della città celto-greca vennero invece demoliti. Questa zona sarà dominata dal foro. In questo spazio ci sono altri monumenti come la fontana ornata di statue di prigionieri. Troviamo barbari prigionieri anche a nord. La linea ideale del pomerio era segnata da un arco a una fornice.

Poco lontano dall’arco c’è un alto mausoleo, costituito da uno zoccolo a pianta quadrata, da un arco quadrifronte e da un tholos che ospita statue maschili.

 Non solo Glanum.

Colonia Augusta Nemausus, il cui patrono fu Cesare, ebbe grande sviluppo con Augusto. Ebbe lunghe e poderose mura, con porte monumentali. Al culto di Nemausus si sovrappone quello di Augusto e di Roma: un monumentale Augusteum che si estende anche sul colle sovrastante.

è fra le città antiche quella che ci ha lasciato una documentazione più completa per l’adduzione e distribuzione dell’acqua.

[Pont Du Gard-Nimes]

Colonia Paterna Arelate (): ebbe anch’essa il suo sviluppo con Augusto. L’impianto urbano ha i suoi punti focali nel grande foro, dotato di criptoportico, in un teatro e anfiteatro e in un grande edificio termale.

Edilizia pubblica.

Particolarmente importanti nella provincia sono gli esempi di architettura religiosa. Rilevanti sono i casi in cui ai culti locali si sovrappongono i culti ufficiali romani: accade a Glanum, accade a Nimes.

Qui, nel santuario della Sorgente, i limiti della vasca vengono regolarizzati con banchine che comprendono anche esedre semicircolari. In corrispondenza della sorgente, alcune iscrizioni menzionavano Augusto; inoltre, l’area sacra è da porsi in collegamento con una poderosa struttura , la tour magne situata sulla sommità della collina sovrastante con funzione di “segnacolo”.

[Tour Magne]

È in magnifico stato di conservazione un altro edificio sacro di età augustea a Nimes e cioè la Maison Carrè: un grande tempio esastilo corinzio su un alto podio. I capitelli ricordano quelli del tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto a Roma. L’iscrizione in lettere di bronzo posta sull’architrave del pronao dice che il tempio era dedicato a Gaio e Lucio Cesare, princeps Iuventutis.

[Maison Carrè]

Anche l’Augusteum è un tipo di complesso monumentale più diffuso di quanto non si pensasse.

Per quanto riguarda i complessi forensi, la testimonianza più importante è quello di Arles. Oggi in gran parte è scomparso, ma è riconoscibile nella sua pianta grazie al criptoportico. Non si conosce quale fosse la situazione degli abituali annessi del foro. Con Tiberio l’impianto fu completato da un forum adiectum, nuova piazza adiacente al lato est.

 

**Bibliografia: Archeologia delle Province Romane- Sergio Rinaldi Tufi

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