17 Gen 2012

Province: Pannonia e Moesia

Autore: EliaLavilla | Categoria: Popolazioni Romane, Province Romane

 

Fu Ottaviano nel 35 a.C. A lanciare un’offensiva sistematica contro Aravisci e Arviates, Azali e Boi. Lo scopo dell’azione di Ottaviano era quello di rinforzare il limite settentrionale dello stato romano, “pacificando” (sottomettendo) le aree a nord delle Alpi.

Attestata fra Mons Cetius, Alpi della bassa Austria, alto corso della Sava e Alpi Giulie, la Pannonia fu per secoli un gran baluardo dell’Impero romano.

File:Pannonia01.png

Fra Tiberio e Traiano furono impiantate colonie a Emona, Savaria, Sirmium, Siscia, Poetovio.

Dopo la sottomissione della Dacia da parte di Traiano, il problema della frontiera divenne per la Pannonia meno assillante: fra il Danubio e il Tibisco si crea una zona cuscinetto in cui si insediano i lazyges, popolazione posta sotto il protettorato romano. Traiano divide la Pannonia in Superior e Inferior. Il nuovo assetto coincide con l’avvio del periodo di maggiore prosperità, che è il II sec d.C.

Ma nel III sec l’equilibrio si spezza e riprendono le battaglie sui confini.

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Qui il fenomeno più tipico è quello della trasformazione dei castra in città. L’esempio èiù rilevante è quello di Carnuntum , fortificazione fondata sul Danubio nel 16 d.C. E rifatta in pietra nel 73.

Quando la Pannonia è divisa da Traiano, Carnuntum diviene quartier generale del governatore della Superior. Sarà poi base di MarcoAurelio nelle operazioni contro Marcomanni e Quadi, e più tardi sede della legione XIV Gemina che acclamerà imperatore Settimio Severo. Capitale, con Diocleziano, della Pannonia Prima la città sarà base nel 295 di una spedizione di Galerio contro i Marcomanni e sede, nel 308, di una sorta di “vertice” sul problema della successione nell’ambito del sistema tetrarchico.

Nei primi due secoli dell’Impero viene più volte ristrutturato : presenta un aspetto regolare, solo nella parte centrale, dove sono i principia, l’aula basilicale, il sacello delle insegne e il cosiddetto palazzo del legato. Manca un vero e proprio foro.

Una vicenda parallela è quella di Aquincum, sul luogo dell’attuale Budapest: nella zona detta oggi Obuda furono impiantati intorno al 45 a.c. Alcuni accampamenti provvisori per unità di cavalleria; con Domiziano, strutture in pietra si sostituirono alle originarie di legno e cominciarono a svilupparsi le Canabae.

Quando Traiano attua la riorganizzazione del limes, Aquincum diventa la capitale della Pannonia Inferior.. Vi si costruisce il palazzo del successore di Traiano. Restaurata e cinta di mura dopo le guerre di MarcoAurelio, viene dotata anche di una doppia testa di ponte al di là del Danubio.

Settimio Severo visita la città nel 202 dove la eleva a colonia. Nel periodo di Diocleziano la capitale diventa Sopianae.

Nel castrum sono stati individuati l’anfiteatro militare, il valetudinatrium, magazzini e un’ampia dimora.

Un’altra dimora, la Villa di Ercole, presenta mosaici con Nesso e Deianira.

Il foro era provvisto di santuario, tabernae, basilica; vi erano poi le terme e il macellum, entro un circuito di mura che tuttavia lasciava fuori l’anfiteatro. Ancora più numerosi erano i mitrei, ben 5: il meglio conservato è interamente costruito in muratura, ed è in posizione centrale, non lontano dal macellum.

Il panorama della città era completato da un palazzo di forma piuttosto complessa, costruito su un’isola lunga e stretta nel tratto di Danubio prospiciente il castrum.

-Sempre lungo il limes danubiano, era Vindobona (Vienna): sorse non lontano dall’altura detta oggi Leopoldsberg, sede di un antico insediamento celtico, dove il corso del Danubio si interseca con la via dell’ambra. Un altro punto strategico: e anche Vindobona nasce in effetti come castrum, probabilmente in età flavia. Successivamente sarà una delle basi di MarcoAurelio e nel III secolo diverrà municipium. Dopo distruzioni e ricostruzioni, ai tempi di Valentiniano I sarà la sede, della flotta del Danubio,

 -Scarbantia era una ricca città commerciale, con il suo Capitolium, i suoi acquedotti e il suo anfiteatro; Emona, sviluppatasi da un castrum, ne restò condizionata nella sua pianta.

-Più a est è la Colonia Claudia Savaria, fondata appunto da Claudio e notevolmente con Domiziano.

Città di notevole importanza, soffrì anch’essa, come altrre in Pannonia, le invasioni quado-marcomanniche; ma fu qui che nel 193 venne eletto imperatore Settimio Severo.

L’afflusso, a partire dal III sec d.C. , di numerosi nuovi abitanti provenienti dalla parte orientale dell’impero determina un notevole ampliamento della città, culminante con la costruzione di un grande edificio residenziale, descritto da Ammiano Marcellino. Sopianae, che con la riforma dioclezianea divenne addirittura capitale della Pannonia Valeria, presenta resti di notevoli case del II III, IV sec dotate di impianti termali e di riscaldamento e decorate da affreschi.

Con Diocleziano, il nome della città fu cambiato in Herculia. Cuore della città è il complesso forense, che sorge in corrispondenza della Porta Decumana.Questo foro è fra i più piccoli che si conoscano

 -Sirmium: si affaccia su un esponente del Danubio, la Sava ed è tappa importante sulla strada transbalcanica percorsa dagli eserciti e dai servizi postali. La prima occupazione romana del sito si ha con le spedizioni augustee( 35-33) La promozione a colonia avviene alla fine del I sec d.C. Vi sorge la zecca imperiale. Vi nascono: Traiano Decio, Aureliano, Probo, Massimiano.

Edilizia Pubblica.

Dal piccolo complesso forense di Gorsium possiamo partire per un esame delle tipologie monumentali note in Pannonia. La costruzione fu avviata nel 105. Ma una ristrutturazione globale si ebbe con Settimio Severo.

-A Carnuntum il foro della città civile non è stato ancora identificato. A sud ovest del castrum originario, però, esiste un grande spazio, definito foro-mercato.

-Ad Aquincum possiamo parlare di zona forense: del foro vero e proprio non conosciamo né i limiti né la pianta precisa.

Non mancano altre città della Pannonia.

TEMPLI: santuario del pfaffenberg, un’altura presso Carnuntum. È il maggiore santuario della Pannonia e l’edificio principale è un edificio della triade capitolina. Nel tempio della Triade sono stati trovati frammenti di statue e numerose iscrizioni. La forte presenza, anche in questa provincia, di culti di origine orientale si manifesta nell’Iseo di Savaria, nel Dolichenum e nei mitrei

Per quanto riguarda l’architettura militare, i numerosissimi castra, sui limes e altrove.

Tra gli anfiteatri: il più importante è quello di Aquincum.

Edilizia residenziale.

A Carnuntum si trova un grande edificio rettangolare: due lati sono chiusi da un muro e dueda un portico. Spicca una grande aula absidata (aula per le udienze). Un “palazzo” è testimoniato anche ad Aquincum

 MOESIA

Fra le province dell’Impero, Moesia Superior e Inferior rientrano nel gruppo delle più composite e differenziate dal punto di vista etnico. Dardani, Mesi, Triballi, Scordisci n elle zone montuose dell’Haemus( Balcani); Geti, sarmati, da oltre il Danubio. Sciti nella zona oggi detta Dobrugia. Greci sulle coste del Mar Nero: un mosaico di popoli distribuiti nell’attuale Bulgaria e parte della Romania (Dobrugia). E la suddivisione in Superior e inferior non è solo una distinzione geografica-amministrativa fra area montuosa e foce del fiume; ma la suddivisione fra un’area che dopo la conquista parla latino e un’area dove da secoli si parla greco.

 Le spedizioni più decise si hanno con Ottaviano Augusto nel 29 e 11 a.C. Lo scopo è sempre quello di evitare altri problemi ai territori già da tempo assoggettati. Tuttavia non si insedia subito un vero e proprio governo provinciale; una prima sistemazione si ha nel 15 a.C. Con Tiberio, che pone sotto il potere del legato proconsolare della anche la macedonia e l’Acaia.

 Claudio distacca nel 44 la macedonia e l’Acaia e nel 46 a.C. Annette il regno trace; una definitiva sistemazione si avrà con i Flavi, e soprattutto con Domiziano, richiamato sul Danubio a causa dei problemi creati dall’espansionismo dei Daci di Decebalo. È Domiziano a dividere la provincia in moesia superior e inferior.

 Durante le guerre daciche, il territorio della Moesia Inferior è teatro di un tentativo di diversione da parte di Decebalo e dei suoi alleati, tentativo volto a distogliere l’esercito romano, dall’epicentro del conflitto, le montagne della Transilvania. La conquista della Dacia sottrae buona parte della Mesia alla sua funzione di provincia di confine. Quando però nel 270 Aureliano rinuncia alla Dacia stessa, la Mesia si vede sottrarre una parte del territorio.

Prima di .

Dopo tracce di frequentazione paleolitica, compare nel Neolitico e nell’Eneolitico, rappresentata da tell o villaggi su piccole alture, la cultura “danubiano-balcanica”. Divisa in vari periodi, termina con la cultura detta a sua volta “Vadastra” nel corso della quale si verifica un fatto determinante: invasione dei Traci. Con l’età del Ferro, nel I millennio a.C., la civiltà Tracia conosce il massimo sviluppo. Dopo l’inserimento nell’impero persiano e dopo la riscossa di una dinastia di re locali, gli Odrisi, la regione è annessa dal regno di Macedonia.

 Romanizzazione.

Si possono contrapporre la realtà dell’inferior, in cui i maggiori poli d’attrazione rimangono ele città di antica fondazione greca sulle coste del mar nero, e quella della superior, caratterizzata soprattutto dagli insediamenti fortificati lungo il Danubio. Oltre alla riva del ponto Eusino e al corso del Danubio, un terzo elemento di riferimento nella distribuzione dei centri abitati è il corso del fiume Margus.

Lungo la linea del Danubio, ricordiamo dunque Singidunum alla confluenza della Sava, castrum del I sec d. C. , municipium nel 169 e colonia nel 239; Viminacium, castrum della legione VII Claudia e poi con Adriano, Colonia Aelia. Pontes dove fu gettato un celebre ponte progettato da Apollodoro di Damasco e raffigurato nella Colonna Traiana. Ratiaria, su un terrazzo fluviale compreso fra Danubio stesso e un suo piccolo affluente di destra: colonia fondata da Traiano fra la prima e la seconda guerra dacica, era stata prob. Preceduta da un altro insediamento . Protetta da mura, sede di un porto fluviale e di industrie metallurgiche e laterizie.

Nella Moesia Inferior: Oescus. Inizialmente castrum, smilitarizzata dopo la conquista della Dacia e dopo l’abbandono di questa, di nuovo città di confine. L’impianto è ortogonale, con strade pavimentate in lastre di calcare, fiancheggiate da marciapiedi a due gradini; in zona centrale è il complesso forense . Più a valle, all’estremità meridionale del Danubio, è Novae. Campo fortificato in età claudio-neroniana per la legione VII Claudia, distrutto da Daci e Sarmati e poi ricostruito in epoca flavia (rimase un castrum)

 

Importante dal punto di vista strategico, su questo versante pontico, è una linea di difesa continua, una sorta di “lungo muro” che collega con il mare l’ultima corva a gomito, che il Danubio descrive verso nord nel tratto finale.

Nel tratto di Moesia Inferior disposto lungo il Mar Nero, incontriamo per la prima volta una situazione che ritroveremo, moltiplicata su larga scala, per le province greche e asiatiche: la romanizzazione non si attua attraverso l’, ma attraverso interventi di varia natura in città già da tempo esistenti. Histria era costituita da un’acropoli con santuario di Zeus che fu cinta da mura di età ellenistica, e da una “città bassa” Con l’occupazione, in età augustea, da parte dei romani, si ebbe una “srconda fondazione”, di cui non conosciamo bene i dettagli.

 

Ma forse la più importante fra le colonie greche del Ponto era Tomis, altra fondazione milesia, forse del VI a.C.: sappiamo che in età ellenistica fu contesa fra histria e bisanzio. Passata sotto il controllo di Mitridate, con Augusto era già sotto il protettorato romano. Vi fu mandato in esilio Ovidio. Nel II sec d.c. Si data la cinta muraria. Nel IV sec fu costruito il porto.

Callatis (Mangalia): colonia megarese nota soprattutto per i cavalli, il grano e la ceramica, fondata forse nel VII sec

Naissus: sul corso del fiume Margus. Fu occupata dai Romani alla fine del I sec a.c. Ebbe crescente importanza commerciale e militare, nonché come porto fluviale della flotta imperiale.

Complessi monumentali.

Oescus: il foro sembra costituire un unico insieme con una serie di monumenti adiacenti. Il foro è chiuso su tre lati da portici corinzi, fiancheggiato inoltre a est da un vastissimo edificio il cui uso doveva essere invernale, si apre verso nord sull’area del capitolium . Tale abbinamento foro-capitolium non è noto in Mesia e Tracia. All’estremità nord del complesso c’era la basilica, a tre navate. La navata centrale, preceduta da un’anticamera , era a due ordini, con colonne corinzie nell’ordine inferiore e pilastri decorati da cariatidi nell’ordine superiore.

Residenza imperiale tardoantica a Mediana, a Romuliana costruito da Galerio. Formato da componenti diverse: cinta turrita, dall’andamente irregolare, in cui si distinguono due fasi. All’interno ci sono palazzi, templi, forse un mausoleo. Ma il monumento più noto della Mesia è il Tropaeum Traiani di Adamclisi. È costituito da un corpo di base cilindrico, da un tetto-conico e da un piedistallo ottagonale a due ordini che sostiene un trofeo antropomorfo. Sul corpo di base e sull’estremità ci sono metope e “merli”. Il fatto che il monumento sia stato eretto qui e non in Dacia, si può spiegare con il fatto che da queste parti dovrebbe essersi svolta la “diversione mesica” verificatasi durante la prima campagna, diversione causata da un attacco sferrato da varie coalizzate con Decebalo. Ma si può anche spiegare con l’esigenza che un monumento tropaico come questo sia visibile da lunga distanza e sia posto in un luogo “simbolicamente” significativo.

Arti figurative.

La scultura della Mesia romana ha senz’altro nelle sculture del trofeo il suo episodio più significativo. Qui la decorazione è articolata in metope e merli e riguarda forse uno specifico episodio, la “diversione mesica”. All’attacco dei barbari “confederati”, i romani reagiscono con una battaglia vittoriosa, inseguendo il nemico nei suoi accampamenti nei boschi e costringendo combattenti e famiglie alla fuga, alla dispersione o alla sottomissione. Le metope sono come flash su vari momenti. Il linguaggio impiegato per rendere questi temi fa delle sculture di Adamclisi la quintessenza dell’arte romano-provinciale. Gli scultori non si curano dell’organicità delle raffigurazioni, della correttezza delle proporzioni, della disposizione delle figure nello spazio. Quello che conta è l’immediata leggibilità e comprensibilità di ciò che si narra.

 

 **Bibliografia: Archeologia delle Province Romane- Sergio Rinaldi Tufi

 

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