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2 feb 2012
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Gladiatori

Autore: EliaLavilla | Categoria: Popolazioni Romane

 Sangue e .

Il fascino che il sangue esercita sugli spettatori è innegabile e costituisce la base del successo dai combattimenti e delle esecuzioni in arena. Costantino nel 325 d.C. abolisce formalmente la gladiatura, che di fatto continua in Occidente fino al V secolo. Tale decisione è provocata dallo scandalo dello spargimento di sangue in tempo di pace.

I combattimenti gladiatori ebbero in origine carattere funerario.-La critica cristiana si rivolge a tutti i tipi di spettacoli: Tertulliano parla di “circo furente, anfiteatro crudele, teatro lascivo”.

La difesa dei munera gladiatori e delle cruente dell’arena viene elaborata dall’aristocrazia pagana, che ripropone la loro interpretazione religiosa come sostituzione dei sacrifici umani.

Il sangue era ritenuto la sede dell’anima e ad esso si attribuivano virtù particolari. L’ingestione del sangue umano era considerato rimedio nella cura dell’epilessia. Questa malattia, che veniva considerata sacra, secondo la medicina popolare era causata dall’arresto della circolazione sanguigna. Nel romano colto queste pratiche erano orripilanti. Il sangue dei gladiatori feriti uccisi veniva raccolto con apposite spugne. Anche il sangue dei martiri ha valore quasi magico.

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27 gen 2012

La giornata degli spettacoli: Venatio

Autore: EliaLavilla | Categoria: Popolazioni Romane

  LA GIORNATA DEGLI SPETTACOLI

I muri di Pompei ci hanno restituito più di ottanta annunci con una sintesi degli spettacoli. Accanto a questi particolari, segnalano anche altri eventuali manifestazioni. La preparazione di un di dimensioni modeste richiedeva anch’essa disponibilità di fondi e di tempo: per avere i ci si poteva rivolgere al lanista che non era di certo un personaggio con una buona reputazione.

Gli imperatori avevano invece dei propri , cioè caserme-scuola proprie.

Meno agevole era procurarsi gli animali. Esisteva un mercato di bestie destinate a questi spettacoli già in età repubblicana, in Africa e in Asia.

Spesso i magistrati impegnati nell’organizzazione dei giochi si rivolgevano ai governatori di amici per chiedere aiuto.

In Africa esistevano delle agenzie o società che fornivano agli editori, ben addestrati. Essi erano contraddistinti da un nome, un numero e un simbolo. Tra i più celebri ricordiamo i TELEGENII, che avrvano come cifra il tre e come simbolo un crescente su asta. Il loro dio protettore era Dioniso. Un altro gruppo è quello dei PENTASII, contraddistinti da una corona a cinque punte e il numero cinque.

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26 gen 2012

I luoghi del Supplizio

Autore: EliaLavilla | Categoria: Popolazioni Romane

 

I LUOGHI DEL

Il fatto che alcune esecuzioni capitali vengano inserite nel quadro dei giochi,, garantisce pubblicità. La pena capitale è il necessario ed eccezionale mezzo che ha la comunità per affermare la propria identità. In età arcaica e repubblicana si può indicare un nucleo che comprende il , cioè il centro politico della città, all’estremità nord occidentale del foro e le pendici meridionali del colle Capitolino. Nel comitium c’era la sede dei Triumviri Capitales e dei tribuni della plebe. Poco distante c’era il carcere, il Tullianum, che corrispondeva al piano sottostante la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami. Nei pressi del carcere erano le Scalae Gemoniae, ove agli inizi dell’impero si cominciò ad esporre i cadaveri dei condannati uccisi in carcere.

 

La dominava dall’alto: già verso la fine della repubblicana la precipitazione dall’alto di essa cade in disuso e dal principato di Claudio non se ne trova più notizia. Nel foro infine, come si è visto, veniva punito il complice della vestale impura. Gli scavi e le persone di umili condizioni erano suppliziati nell’Esquilino, nell’area orientale fuori le mura, zona malfamata.

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23 gen 2012

Il Pater Familias

Autore: admin | Categoria: Popolazioni Romane

Il Letteralmente il Pater Familias si traduce con “Padre della Famiglia”, ma in pratica è più corretto dire “Grande Capo della Casa che tutto può e tutto ha”.

Infatti il Pater Familias fin dall’inizio della storia di era per legge proprietario di tutto ciò che era contenuto nella casa, di ogni mobile, di ogni attrezzo, di ogni suppellettile, di ogni oggetto prezioso o meno, ma non era proprietario solo delle cose materiali ma anche delle persone che in quella casa vivevano e non stiamo parlando solo degli , ma anche della moglie, dei e dei nipoti.

Noi sappiamo bene cosa significa essere proprietari di un oggetto: significa che lo possiamo tenere dove vogliamo, lo possiamo vendere, scambiare, buttare o addirittura rompere, tanto è solo nostro e quindi non dobbiamo renderne conto a nessuno. Ebbene, lo stesso più o meno valeva anche con le persone.

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20 gen 2012
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Gallia Narbonense

Autore: EliaLavilla | Categoria: Province Romane

  Narbonensis.

Le galliche, corrispondenti approssimativamente all’attuale Francia, sono quattro: Narbonensis, Belgica, Lugdunensis, Aquitania.

Le ultime tre costituiscono la cosiddetta Gallia Comata (chiamata così per le lunghe chiome che portavano le locali ). L’area fu conquistata da Cesare nella lunga guerra da lui narrata.

In questa fascia meridionale della regione, che per i Romani era importante anche in quanto passaggio “di terra” per la Spagna, le truppe spedite dall’Urbe intervengono su pressante invito di Marsilia.

L’intervento romano è relativamente circoscritto nel 154 a.C. più deciso nel 125 a.C. Viene presa la capitale dei Seleucidi stessi , Entremont.

Viene tracciata la via Domitia che unisce le Alpi ai Pirenei e nel 118 a.C. viene fondata la futura capitale NARBO MARTIUS, che darà il nome alla provincia. Alla fine del I a.C. si costituisce la provincia in seguito all’assoggettamento dei Cimbri e Teutoni da parte di Mario.

Nel 62 a.C. si ribellano Allobrogi e Elvezi e la rivolta è domata nell’anno successivo. Governatore della provincia diviene poi Cesare, che dalla Narbonensis muove per la lunga guerra gallica, la conquista di Lugdunense, Belgica e Aquitania.

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17 gen 2012

La Famiglia Romana

Autore: admin | Categoria: Popolazioni Romane

Nell`, la famiglia rappresentava l`asse portante della società.

Essa era definita come l`insieme dei beni e delle persone soggette alla “ patria”. [Per patria, s`intende l`insieme dei poteri che i genitori hanno sui propri minorenni e non emancipati].
Tuto nell`antica girava intorno all`istituzione della famiglia, che (a differenza dei giorni d`oggi) assumeva un carattere pubblico: infatti, sposarsi e creare una discendenza, era un obbligo ed una necessità sociale.

Tutto, nell`antica Roma, si compiva all`interno della famiglia: dalla procreazione alle attività economiche; dall`istruzione alle cerimonie religiose. Ed è proprio per questo che la famiglia fungeva da specchio alla struttura della società.

Il aveva libero arbitrio su ogni decisione riguardante la famiglia. Egli aveva tutti i poteri (la potestas) sia sui beni che sulle persone che facevano parte della famiglia. Il , possiamo definirlo un tuttofare, il nucleo di ogni attività familiare educativo-economica. I figli avevano bisogno di educazione? Ecco che il interveniva; Egli compiva i sacrifici e dirigeva le cerimonie religiose, in onore delle divinità del focolare…

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17 gen 2012

L`altezza degli antichi romani

Autore: admin | Categoria: Popolazioni Romane

Nella “Vita dei Cesari” e più precisamente nel Libro sesto, riguardante Nerone, al paragrafo n°29, Gaio Tranquillo, parlando dei pregi di quell’imperatore, racconta che

“fece arruolare in Italia una nuova di reclute alte sei piedi che chiamava la falange di .”
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17 gen 2012
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Province: Pannonia e Moesia

Autore: EliaLavilla | Categoria: Popolazioni Romane, Province Romane

 

Fu Ottaviano nel 35 a.C. A lanciare un’offensiva sistematica contro Aravisci e Arviates, Azali e Boi. Lo scopo dell’azione di Ottaviano era quello di rinforzare il limite settentrionale dello stato romano, “pacificando” (sottomettendo) le aree a nord delle Alpi.

Attestata fra Mons Cetius, Alpi della bassa Austria, alto corso della Sava e Alpi Giulie, la Pannonia fu per secoli un gran baluardo dell’Impero romano.

File:Pannonia01.png

Fra Tiberio e Traiano furono impiantate colonie a Emona, Savaria, Sirmium, Siscia, Poetovio.

Dopo la sottomissione della Dacia da parte di Traiano, il problema della frontiera divenne per la Pannonia meno assillante: fra il Danubio e il Tibisco si crea una zona cuscinetto in cui si insediano i lazyges, popolazione posta sotto il protettorato romano. Traiano divide la Pannonia in Superior e Inferior. Il nuovo assetto coincide con l’avvio del periodo di maggiore prosperità, che è il II sec d.C.

Ma nel III sec l’equilibrio si spezza e riprendono le battaglie sui confini.

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Qui il fenomeno più tipico è quello della trasformazione dei castra in città. L’esempio èiù rilevante è quello di Carnuntum , fortificazione fondata sul Danubio nel 16 d.C. E rifatta in pietra nel 73.

Quando la Pannonia è divisa da Traiano, Carnuntum diviene quartier generale del governatore della Superior. Sarà poi base di MarcoAurelio nelle operazioni contro Marcomanni e Quadi, e più tardi sede della XIV Gemina che acclamerà imperatore Settimio Severo. Capitale, con Diocleziano, della Pannonia Prima la città sarà base nel 295 di una spedizione di Galerio contro i Marcomanni e sede, nel 308, di una sorta di “vertice” sul problema della successione nell’ambito del sistema tetrarchico.

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14 gen 2012

Strumenti di Tortura

Autore: EliaLavilla | Categoria: Popolazioni Romane

Problemi lessicali ancora irrisolti gravavano attorno a tre atroci supplici: Impalamento, , Strangolamento al Palo; più precisamente alle parole: Patibulum, Crux, Furca.

 

Tertuliano ci dà la definizione di CRUX: ogni legno infisso verticalmente è una crux. Isidoro di Siviglia ci dice la differenza tra crux e patibulum: il patibulum è comunemente chiamato Furca, come se portasse la testa. Il patibulum uccide subito, mentre la crux tormenta a lungo quelli che vi sono inchiodati.

Furca (per frustate a morte): palo a forma di Y nella cui biforcazione si poneva la testa. In un secondo momento due modifiche lo trasformarono da supporto per le frustate a di per sé.

Un paletto orizzontale venne a chiudere il triangolo della biforcazione. L’asta fu allungata e infissa sul terreno per cui il condannato si trova sospeso, subendo una sorta di impiccagione.

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11 gen 2012

Punizioni Quotidiane/ Condanne[I parte]

Autore: EliaLavilla | Categoria: Popolazioni Romane

 

Un comportamento che gli storici consideravano riprovevole era quello di sottoporre cittadini appartenenti all’ordine senatorio o equestre a pene riservate alle categorie più umili: nella giurisprudenza romana, la condanna non era commisurata solo al delitto, ma anche alla condizione sociale. L’esecuzione di giuste e regolari, ancorchè cruente, è generalmente accettata. Le poche voci di dissenso considerano semmai tali spettacoli di cattivo gusto o noiosi.

Seneca, che anche in alcuni scritti critica l’inutilità delle uccisioni dei , così si esprime sullo spettacolo offerto dai condannati “Il destino dei combattenti è la morte. Ma quello è un ladro. Ha ucciso un uomo. E allora? Per il fatto di aver ucciso, merita tal pena, ma tu, che delitto hai commesso per assistere a un tale spettacolo”.

 

QUOTIDIANE

Nei primi secoli della repubblica il numero degli è scarso ed quindi erano considerati un bene relativamente prezioso, almeno sin quando l’età e la salute li rendono efficienti. A causa della propria inferiorità giuridica, gli schiavi erano spesso sottoposti all’autorità del ; nei processi pubblici, ove giudicati colpevoli, erano loro riservati i supplizi più atroci.

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